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Torre di trasformazione in disuso a Reichenbach i. K. © SPA_CH
A Reichenbach im Kandertal (BE) abbiamo iniziato a inizio marzo i lavori di trasformazione e risanamento del nostro più recente edificio per la protezione delle specie in Svizzera.
La torre di trasformazione elettrica, che ha quasi 100 anni, oggi non è più in funzione e la scorsa estate è stata acquistata dalla Fondazione Pro Biodiversità. La torre in disuso si trova direttamente accanto al torrente Richebach e la sua posizione, nel nucleo del villaggio ma vicina ad aree verdi, è ideale per favorire sia la fauna selvatica che vive nelle zone abitate, sia quella delle zone coltivate.
Il balestruccio, la passera europea e mattugia, il codirosso spazzacamino, il rondone comune e il gheppio sono solo alcune delle specie animali che presto troveranno nuove nicchie protette e luoghi ideali per nidificare a Reichenbach i. K.. Nell'ambito delle misure adottate su questo edificio salvato dal degrado, non abbiamo concentrato la nostra attenzione soltanto sulle specie di uccelli nidificanti autoctoni: con la rimozione del sottotetto all'interno della torre e la sostituzione di alcune tegole con speciali tegole di ventilazione dotate di aperture di diverse dimensioni, creiamo un importante accesso al sottotetto per favorire anche i pipistrelli.
Grazie all'impegno degli artigiani della regione coinvolti nel progetto, sono già state effettuate le prime carotature per l'installazione di diverse cassette-nido direttamente nella muratura. Ci sono buone probabilità che queste vengano occupate da varie specie di uccelli che nidificano negli edifici già nella stagione riproduttiva ormai alle porte. Le cassette-nido, realizzate in calcestruzzo di legno o in legno, vengono integrate direttamente nella muratura della facciata. In questo modo si crea un microclima relativamente costante durante i periodi di nidificazione: non diventa né troppo umido in caso di pioggia persistente, né troppo caldo durante i periodi di afa – il «comfort abitativo» ideale è quindi garantito per gli inquilini animali.
Oltre all'installazione di cassette-nido adeguate alle diverse specie, i lavori stanno avanzando bene anche all'interno della torre. La piattaforma in legno già esistente è stata ristrutturata ed è stata costruita un'ulteriore piattaforma intermedia in legno, in modo che tutte le cassette nido siano accessibili dall'interno della torre per un migliore controllo e pulizia.
Spesso, per ignoranza, vengono distrutti i siti di nidificazione e i rifugi diurni di molte specie animali che tradizionalmente hanno trovato nei nostri centri urbani e nelle zone residenziali i loro habitat sostitutivi.
Con la conversione di torri di trasformazione in disuso in cosiddetti edifici di protezione delle specie vogliamo lanciare un segnale forte contro la continua perdita di rifugi e nicchie nei nostri edifici moderni, che sono fondamentali per la sopravvivenza di molte specie selvatiche.
Codirosso spazzacamino © SPA_CH_NF
Torre in ristrutturazione a Reichenbach i. K. © SPA_CH

Pettirosso liberato da una rete di cattura © Committee Against Bird Slaughter
La missione invernale a Cipro si è ormai conclusa – e ha permesso di salvare la vita di molti tordi bottacci...
Anche nella seconda metà del campo invernale per la protezione degli uccelli di quest'anno, i nostri protettori e le nostre protettrici degli uccelli sono stati parecchio impegnati durante le notti e nelle prime ore del giorno, ad individuare i luoghi di cattura, salvare i tordi bottacci, smantellare i dispositivi di cattura e denunciare i bracconieri e i cacciatori illegali.
Durante operazioni notturne, le nostre squadre hanno potuto neutralizzare altri tre siti attrezzati con reti da cattura. Durante gli interventi all’alba, hanno sorpreso due bracconieri in flagrante mentre catturavano uccelli utilizzando bacchette di colla di vischio. Altri due cacciatori sono stati sorpresi ad utilizzare richiami elettronici illegali per attirare gli uccelli e sono stati denunciati alle autorità.
Uno dei bracconieri fermato a causa dell’uso di bastoncini di colla di vischio, aveva inoltre allestito una voliera fissa nel proprio giardino, nella quale erano detenuti illegalmente 15 tordi bottacci e 3 colombacci. Tutti questi uccelli provenivano da catture illegali in natura e non portavano anelli di riconoscimento ufficiali registrati, come invece avviene negli allevamenti legali. A seguito della denuncia presentata, il responsabile delle guardie forestali cipriote ci ha informati che questo bracconiere riceverà, oltre alla pena per l'uso di trappole a colla proibite, una pesante multa supplementare per il detenzione illegale in gabbia di uccelli selvatici. Dopo un breve controllo dello stato di salute, tutti gli uccelli sono stati rilasciati in natura.
Risultati finali del campo invernale di protezione degli uccelli a Cipro (6 settimane):
Cattura illegale di uccelli
Tordi bottacci detenuti illegalmente in una voliera © Committee Against Bird Slaughter
Bacchette di colla di vischio in un ulivo, pronte a catturare uccelli © Committee Against Bird Slaughter

Un tordo bottaccio rimasto incollato ad un bastoncino di colla di vischio © Committee Against Bird Slaughter
Anche quest'inverno la caccia illegale ai tordi è costata la vita a migliaia di tordi bottacci che, in quelle zone, cercavano riposo e cibo
Le attività illegali di cattura e caccia agli uccelli, sporadiche ad inizio 2026, sono aumentate fortemente a partire dal 27 gennaio 2026, in seguito all'arrivo sull’isola di Cipro di migliaia di tordi bottacci. Questi uccelli hanno fatto tappa a Cipro durante la loro migrazione primaverile, per riposarsi e cercare cibo.
I nostri protettori e protettrici degli uccelli erano ben preparati per affrontare il forte incremento delle attività illegali di caccia e cattura degli uccelli e così, già nella prima settimana dopo l'arrivo dei tordi, tre cacciatori illegali e un bracconiere sono stati colti in flagrante e denunciati.
Con il sostegno della polizia cipriota e della guardia forestale, in una sola notte è stato possibile smantellare e confiscare ben cinque reti di cattura illegali.
Risultati ottenuti finora durante il campo invernale di protezione degli uccelli a Cipro (5 settimane):
Cattura illegale di uccelli
Un tordo bottaccio liberato da una rete di cattura © Committee Against Bird Slaughter
Rimozione nella notte di una rete illegale per la cattura degli uccelli © Committee Against Bird Slaughter

Livello massimo dell’acqua a Geloi (Gennaio ’26) © SPA_CH_NF
Verso la fine di gennaio, la Sicilia è stata colpita da precipitazioni molto intense. Nella zona di Caltanissetta e sulla Piana di Gela, dove si trova anche la nostra zona umida di Geloi, in breve tempo sono cadute quantità di pioggia molto elevate, con un'intensità che non si registra frequentemente. A GELOI wetland si è vista, in modo impressionante, quale efficacia possa avere una gestione mirata delle acque: la zona umida, che si estende su una superficie di circa 200 ettari, è ora ricolma d'acqua e ha attirato numerose specie di anatre. Nei prati umidi ai margini della zona, i passeriformi trovano insetti in abbondanza e anche gli uccelli caradriiformi, come le pavoncelle e i pivieri dorati, si godono il ricco e variegato «banchetto» offerto dai prati di Geloi.
Grazie alle misure di gestione dell’acqua e di valorizzazione dei biotopi attuate negli ultimi anni, è stato possibile trattenere l'acqua piovana su una vasta superficie. Zone pianeggianti allagate, specchi d'acqua aperti e rive ricche di strutture si alternano: è proprio questa varietà che rende le zone umide degli habitat preziosi.
È specialmente in inverno che GELOI wetland mostra tutta la sua importanza. Numerose specie di uccelli che nidificano in Svizzera e nel resto dell'Europa centrale e settentrionale vi svernano o utilizzano l'area come luogo di sosta. L'attuale abbondanza d'acqua garantisce una ricca disponibilità di cibo e di luoghi sicuri in cui riposare. In un territorio caratterizzato per molti mesi all'anno dalla siccità e dalla pressione dell'agricoltura intensiva, la zona umida appare come un'oasi di enorme importanza.
Negli ultimi anni è apparso chiaramente quanto sia vulnerabile questo ecosistema: ci sono stati periodi senza pioggia o con precipitazioni molto scarse durati fino a 14 mesi e, solo grazie alle nostre misure di valorizzazione, la zona non si è completamente prosciugata. Strutture funzionanti e ben concepite, che trattengono l'acqua durante i periodi piovosi e la rendono disponibile in tempi di siccità, sono indispensabili affinché la zona possa garantire ogni anno cibo a sufficienza per centinaia di migliaia di uccelli migratori.
La situazione attuale della zona umida di Geloi dimostra ciò che è possibile ottenere quando le zone umide vengono protette e sviluppate in modo coerente: l'acqua rimane nel territorio, gli habitat vengono salvaguardati e la biodiversità trova lo spazio di cui ha urgentemente bisogno.
Tutto questo però non avviene da sé. Occorrono persone competenti presenti sul posto – i nostri Bird Guards –, una cura costante del territorio, molti chilometri di recinzioni protettive e una sorveglianza attenta dell'area per tenere lontani intrusi indesiderati. Per svolgere questo lavoro dipendiamo dal sostegno finanziario, attraverso donazioni, da parte di cittadine e cittadini privati.
Mestoloni, alzavole e moriglioni giungono in volo © SPA_CH_NF
Pivieri dorati in una zona di acqua bassa © SPA_CH_NF
Un pettirosso che trascorre l’inverno a Geloi © C. Pitrella
Quando esploriamo la natura attentamente con tutti i nostri sensi, spesso scopriamo animali o piante di straordinaria bellezza, che altrimenti rimarrebbero per noi invisibili nello stress quotidiano. Questi incontri ci ricordano quanta forza e gioia si nascondono nei dettagli che appaiono insignificanti – in quei piccoli momenti che arricchiscono la nostra vita e ci mostrano quanto sia prezioso ogni piccolo contributo alla diversità del nostro ambiente naturale.
Desideriamo ringraziare tutti coloro che rendono possibile il nostro lavoro di pubblica utilità per una biodiversità intatta: i nostri fedeli sostenitori, i collaboratori, i volontari e i nostri stimati partner. Il vostro comune impegno è essenziale per proseguire e ampliare i nostri progetti di protezione delle specie in Svizzera e in Europa meridionale.
Guardiamo con entusiasmo e fiducia al prossimo anno 2026. Vogliamo portare avanti i progetti esistenti, realizzare nuove idee e continuare a contribuire alla conservazione degli habitat e alla protezione delle specie selvatiche minacciate. Vi auguriamo che il nuovo anno vi regali tanti piccoli momenti piacevoli che rendano la vostra quotidianità più vicina alla natura.
Auguri di un sereno Natale e un felice anno nuovo 2026, ricco di soddisfazioni!
Un beccamoschino e delle chiocciole appartenenti alla specie «Theba pisana» nella nostra zona umida di Geloi © D. Pepi
Un pettazzurro dai colori vivaci nella riserva di Geloi © A. Lauricella

Delle bacchette di colla di vischio rimosse e degli uccelli canori che ne sono rimaste vittime © Committee Against Bird Slaughter
Rapporto finale dal campo di protezione degli uccelli a Cipro, autunno 2025
Le operazioni speciali «Occupy Akas» e «Dead Air» condotte durante il campo autunnale per la protezione degli uccelli, hanno richiesto ai nostri team preparativi sul campo lunghi e complessi, oltre a numerose attività mediatiche. I risultati ottenuti, tuttavia, sono valsi tutti gli sforzi compiuti.
Il campo autunnale di protezione degli uccelli, ormai giunto al termine, sarà ricordato come una pietra miliare nella nostra lotta contro i «pezzi grossi» del business del bracconaggio degli uccelli a Cipro. Per molti anni abbiamo combattuto invano contro la cattura illegale di uccelli migratori su larga scala, organizzata industrialmente da due grandi bracconieri a noi ben noti. La loro posizione sociale e la loro influenza, nonché la loro vasta rete di contatti nel mondo del bracconaggio, hanno spesso impedito anche alla politica e alla polizia di applicare con coerenza le leggi vigenti.
Le multe irrisorie ricevute in precedenza non li avevano scoraggiati dal proseguire le loro attività di cattura nemmeno per un solo giorno. Grazie alle operazioni di quest'anno, alle numerose pubblicazioni e al lavoro mediaco svolto con professionalità, la polizia non ha più potuto ignorare queste gravi violazioni della direttiva dell’Unione Europea sulla protezione degli uccelli e delle leggi cipriote sulla protezione della natura. Così, grazie a operazioni di polizia coordinate nei terreni di questi due capi-banda, sono stati effettuati diversi arresti. Uno dei due è stato sorpreso ben tre volte in attività illegali di cattura con reti, l'altro addirittura cinque volte!
Infine, anche questi professionisti del bracconaggio di uccelli hanno ricevuto multe significative, per un totale di quasi 150'000 euro! Ciò corrisponde al ricavato della vendita di circa 40'000-50'000 uccelli canori uccisi illegalmente e venduti dai bracconieri ai commercianti di uccelli sul mercato nero.
I successi ottenuti contro i «pezzi grossi» del bracconaggio, non hanno impedito alle nostre squadre di protezione degli uccelli di investire altre otto settimane sul campo a cercare e sorvegliare siti di cattura e di caccia agli uccelli, raccogliere documentazione legalmente rilevante delle attività illegali, rimuovere reti di cattura illegali e presentare ulteriori denunce penali.
Dunque, anche i risultati complessivi del campo autunnale di protezione degli uccelli di quest'anno a Cipro sono degni di nota.
Risultati complessivi del campo autunnale di protezione degli uccelli a Cipro (10 settembre – 25 novembre 2025):
Cattura e caccia illegale di uccelli
Un luì grosso incollato ad un’illegale bacchetta di colla di vischio © Committee Against Bird Slaughter
Capinere appena catturate – e che verranno presto liberate © Committee Against Bird Slaughter

Fugasse mangia all’interno del suo box nel centro di salvataggio per ricci in Vallese © Tombapic
La nostra fondazione sostiene attualmente sei centri di salvataggio per ricci gestiti da volontari in Svizzera. Uno di essi si trova a Saxon, nel Basso Vallese. La responsabile, Sandrine Joly, e il suo team di volontari accolgono ogni anno oltre 170 ricci, la maggior parte dei quali, possono essere reintrodotti in natura in buona salute, dopo aver ricevuto le cure necessarie.
Nonostante il carico di lavoro, Sandrine Joly si è presa il tempo di raccontarci di due ricci curati di recente – delle storie che danno speranza…
Choupic, un bebé riccio orfano
Il piccolo e giovane riccio Choupic è stato trovato in fondo a una buca di cantiere, solo e stemato. Cadendo nella fossa, ha perso la sua mamma, che deve averlo cercato a lungo prima di doversi arrendere. Quando è stato consegnato al centro di salvataggio per ricci dalle persone che l’hanno trovato, Choupic pesava solo 187 grammi ed era estremamente denutrito e disidratato. Grazie alle cure amorevoli e competenti, è riuscito lentamente a riprendere le forze ed è stato possibile rilasciarlo in natura prima del letargo invernale. Prima del rilascio, è stato portato in un giardino adeguato ai ricci, dove è stato tenuto provvisoriamente in un recinto, sotto la supervisione di un volontario, fino a quando non si è abituato al suo nuovo habitat. Dopo che gli esperti del centro di salvataggio per ricci si sono assicurati che Choupic fosse in grado di sopravvivere da solo in natura, questi è stato liberato di quel piccolo paradiso naturale per ricci. Ora Choupic vive lì al sicuro e si sta preparando per l’imminente letargo.
Fugasse, un giovane riccio confuso e in pericolo
Il giovane riccio Fugasse è stato trovato mentre vagava confuso in pieno giorno su una strada trafficata. Una persona attenta ha capito subito che aveva bisogno di aiuto: generalmente, i ricci sono attivi solo di notte o al crepuscolo!
Quando Fugasse è arrivato al centro di salvataggio per ricci, era molto stressato e agitato. Nessuno sa cosa gli sia successo esattamente, ma nel suo box al centro di salvataggio ha ricevuto cibo adeguato alla sua specie e trovato sicurezza, ed è così riuscito a calmarsi in breve tempo. Si è persino costruito un nido provvisorio con i vecchi fogli di giornale che i volontari avevano steso nel suo box. In questo ambiente adatto ai ricci e grazie alle cure esperte delle nostre «mamme riccio», il piccolo paziente si è ripreso rapidamente. Come Choupic e altri pazienti ricci, anche lui ha trascorso un po' di tempo nel recinto esterno, prima di venir recentemente rilasciato in un ambiente idoneo.
Questi e molti altri ricci, spesso minacciati dalle attività umane, avrebbero poche possibilità di sopravvivenza se non fosse per l'intervento di persone attente e per le cure fornite dai centri di salvataggio per ricci, da noi finanziate in larga misura.
Queste storie ci ricordano in modo esemplare quanto sia importante prevenire attivamente gli incidenti con i ricci, guidando con particolare cautela in questo periodo dell’anno più buio, lasciando le foglie a terra nei nostri giardini, coprendo buche e piscine e, quando ciò non è possibile, inserendovi ad esempio pezzi di legno o pietre che permettano ai piccoli animali di arrampicarsi ed uscire. Aprire dei passaggi nelle recinzioni dei giardini e mettere a disposizione dell’acqua fresca ogni giorno in una ciotola piatta sono altre semplici misure per facilitare la sopravvivenza di questi piccoli animaletti aculeati. È inoltre fondamentale prestare molta attenzione durante i lavori di giardinaggio, poiché i ricci spesso si nascondono vicino alle siepi o nell'erba alta e, in caso di pericolo, non fuggono ma si raggomitolano sul posto.
Quest'autunno sentiremo dai nostri centri di salvataggio per ricci sicuramente molte altre belle storie di ricci salvati e reintrodotti in natura. Purtroppo, però, è anche certo che non tutte le storie avranno un lieto fine. Capita inoltre talvolta che ricci gravemente feriti o molto malati debbano trascorrere l’inverno nei centri di salvataggio, il che comporta costi importanti.
I risultati dei centri di salvataggio per ricci per il 2024 dimostrano tuttavia che il duro lavoro vale la pena, il che dà coraggio alle nostre valorose «mamme riccio» in vista delle intense settimane autunnali che le attendono. Grazie al vostro sostegno potremo continuare ad accogliere e curare ricci feriti e indeboliti, donando loro una seconda possibilità.
Il riccio Choupic osserva curioso dal suo box © Tombapic
Dati relativi ai ricci curati nel 2024 © SPA_CH

Una protettrice degli uccelli mentre toglie dei bastoncini di colla di vischio © Committee Against Bird Slaughter
2° rapporto dal campo di protezione degli uccelli a Cipro, autunno 2025
Le operazioni speciali denominate «Occupy Akas» e «Dead Air», che hanno avuto un’importante risonanza mediatica, hanno portato a risultati molto positivi. Sebbene entrambe le operazioni siano durate solo pochi giorni e si siano concluse già circa due settimane fa, hanno permesso di ottenere risultati mai raggiunti prima. La polizia cipriota ha finalmente riconosciuto che la cattura di uccelli con trappole a livello professionale rappresenta un grave problema per le nostre popolazioni di uccelli migratori, che deve essere combattuto urgentemente.
La polizia ha dunque condotto diverse operazioni ben organizzate contro i due più grandi bracconieri di uccelli di Cipro: il signor A. e il signor T. Complessivamente, la polizia cipriota ha sequestrato ben 15 reti appartenute ad A. e 16 reti di T. Nel corso di un'operazione particolarmente riuscita nel sito di cattura di A., gli agenti hanno trovato ben sette reti installate, dalle quali hanno liberato 350 uccelli migratori. Sulla proprietà di T., hanno trovato 11 reti installate e liberato 150 uccelli. Altri 150 uccelli erano purtroppo già morti, quando gli agenti di polizia sono arrivati nei siti di cattura illegali.
A seguito degli interventi della polizia, A. è stato condannato al pagamento di una multa da 30’000 euro. Anche T. è stato multato per lo stesso importo. È la prima volta nella storia dei nostri campi di protezione degli uccelli a Cipro che i «grandi» bracconieri si sono visti infliggere multe così elevate.
Risultati intermedi del campo autunnale di protezione degli uccelli a Cipro (dal 10 settembre al 10 ottobre 2025):
Cattura illegale di uccelli
Un torcicollo estratto da una rete di cattura con l’aiuto delle forbici © Committee Against Bird Slaughter
Un esemplare maschio di capinera liberato da una rete di cattura © Committee Against Bird Slaughter

Guardiacaccia statale con degli uccelli canori confiscati © Committee Against Bird Slaughter
1° rapporto dal campo di protezione degli uccelli a Cipro, autunno 2025
Il più grande bracconiere professionista cipriota, che chiameremo signor A., non dimenticherà mai questo campo autunnale di protezione degli uccelli! Per giorni interi, le squadre di attivisti hanno manifestato davanti alla sua enorme proprietà, dove pratica la cattura degli uccelli, con cartelloni e trasmettendo video in diretta sui social network. A differenza degli anni scorsi, la polizia è finalmente intervenuta anche presso il sito di cattura di A. e ha confiscato due enormi reti. Colto in flagrante in attività illegali di cattura di uccelli, al signor A. è anche toccata una multa salata.
Durante questa protesta per fermare l’uccisione degli uccelli, i nostri protettori e le nostre protettrici degli uccelli hanno ricevuto il sostegno mediatico da parte del giornalista della BBC e attivista Chris Packham, molto noto in Inghilterra, che ha trasmesso in diretta streaming sul suo canale YouTube, seguito in tutta Europa, informando sugli abusi e dando una mano a smantellare le trappole illegali e le reti di cattura. I suoi reportage sono disponibili al link riportato in fondo a questo articolo.
Oltre a queste «operazioni speciali», anche altri risultati ottenuti dal campo di protezione degli uccelli sono degni di nota. Oltre al signor A., una squadra di protettori degli uccelli è riuscita a catturare anche un altro importante bracconiere professionista. Sulla sua proprietà, aveva installato un totale di ben 270 bastoni di colla di vischio e un richiamo elettronico per attirare gli uccelli, riuscendo così a catturare illegalmente fino a 100 uccelli canori al giorno.
Risultati intermedi del campo autunnale di protezione degli uccelli a Cipro (2 settimane, settembre 2025):
Cattura illegale di uccelli
Maschio di capinera catturato con un bastoncino di colla di vischio © Committee Against Bird Slaughter
Cespuglio con ben 15 bastoncini di colla di vischio proibili © Committee Against Bird Slaughter

Torre di protezione delle specie a Lyss Hardern © SPA_CH
Da metà agosto il cielo sopra Basilea e il resto della Svizzera è tornato a essere silenzioso. I rondoni, che con i loro richiami «srii srii» hanno caratterizzato tante serate estive, sono partiti alla volta del sud. Secondo un antico detto contadino, con la loro partenza termina l'estate. Gli enormi stormi di rondoni che sorvolano aree urbane, così tipici dell'Europa meridionale, si vedono raramente in Svizzera. Un tempo i rondoni nidificavano principalmente in nicchie su pareti rocciose e cavità di alberi, mentre oggi sono una specie sinantropica e dipendono dalla possibilità di nidificare negli insediamenti umani. Ma gli edifici moderni e le frequenti ristrutturazioni nelle città e nei villaggi, uniti alla rapida diminuzione degli insetti, rendono loro difficile trovare luoghi adatti per nidificare e cibo a sufficienza. Per questo motivo, in Svizzera, il rondone comune, il rondone maggiore e il balestruccio si trovano ormai sulla lista rossa e necessitano di particolare tutela.
Quest'anno ben sei coppie di rondoni hanno nidificato con successo nelle cassette-nido che abbiamo ideato, installato e finanziato nel centro del quartiere residenziale di Westfeld a Basilea e che gestiamo assieme ad una volontaria, residente nel complesso. Le cassette-nido sono state integrate direttamente nella facciata, in accordo con gli architetti responsabili. Grazie a questa iniziativa, ben 10 uccellini sono nati ed hanno spiccato il volo da Westfeld nel 2025. Una parte dei giovani uccelli ritornerà, per cercare di nidificare nelle vicinanze, mentre altri fonderanno una nuova colonia, alla quale si uniranno altri rondoni: è così che la natura ha disposto per garantire un buon mescolamento genetico. Una volta che una coppia si è formata e ha trovato un luogo di nidificazione, vi ritorna sempre. Con l'aumento delle nascite rispetto all'anno precedente e il miglioramento ecologico dei tetti piani e dell'area circostante gli edifici, siamo fiduciosi che la colonia di rondoni di Westfeld continuerà a crescere.
Anche nelle nostre sette torri di protezione delle specie c'è stato parecchio fermento nella stagione appena conclusa. Solo pochi giorni dopo il completamento della nuova torre di protezione delle specie a Liesberg, nel Canton Basilea Campagna, i primi balestrucci già si insediavano nella torre, dove hanno subito nidificato con successo. A Walperswil, barbagianni e gheppi hanno occupato quasi contemporaneamente la stessa cassetta-nido. Alla fine, è stato il gheppio a portare avanti la covata, mentre sono rimaste tre uova di barbagianni non covate. Nella nostra torre a Frenkendorf abbiamo osservato un fenomeno simile: è forse un segno di «carenza di alloggi»? In ogni caso, faremo in modo di offrire ulteriori possibilità di nidificazione in ambienti idonei.
Siamo stati molto felici di constatare che la colonia di rondoni, che era completamente scomparsa dalla vecchia torre elettrica di Frenkendorf, sia stata fondata di nuovo dopo la trasformazione in torre per la protezione delle specie, avvenuta nel 2021, e che ora sia in costante crescita. Quest'anno, le covate riuscite sono state quattro e ben sei giovani uccelli hanno preso il volo. Uno di loro non è riuscito a spiccare il volo in tempo, quindi lo abbiamo portato senza esitazione a Rümlang, nel centro di salvataggio per rondoni gestito da Silvia Volpi, dove ha potuto mettersi in forze, per poi partire alla volta del sud, insieme ad altri esemplari della stessa specie.
Nella nostra torre per la protezione delle specie realizzata nel 2024 a Hardern, i balestrucci si sono immediatamente insediati in gran numero e abbiamo rilevato un tasso di occupazione quasi totale, pertanto stiamo pianificando di installare ulteriori nidi artificiali. A causa dell'eccessiva impermeabilizzazione del suolo in Svizzera, nella maggior parte delle regioni, il balestruccio non trova sufficiente terra argillosa per costruire i propri nidi naturali e dipende quindi dall'aiuto dell'uomo.
Giovani rondoni comuni quasi pronti a spiccare il volo dal complesso residenziale di Westfeld, BS © SPA_CH
Pulcini di gheppio accanto a uova di barbagianni nella torre di Walperswil © Martin Bader

Un Bird Guard sorveglia un nido © E. M. Scabionni
L’unica popolazione stabile di aquila di Bonelli in Italia si trova in Sicilia, ma la sua esistenza è tutt'altro che scontata. In passato, questo rapace viveva anche in Sardegna e sull'Appennino meridionale, ma il numero di individui è crollato negli anni '70 ed ora questa specie è quasi completamente scomparsa. Grazie al nostro lavoro di monitoraggio dei nidi in Sicilia, nel corso degli anni, la popolazione di aquile di Bonelli (che sono uccelli stanziali) ha raggiunto una certa stabilità, tanto che in futuro si tenterà di reintrodurle in Sardegna, trasferendo alcuni giovani esemplari. Una seconda popolazione di aquile, più numerosa, si trova in Spagna. Per il resto, questo uccello nidifica in Europa sporadicamente, in popolazioni più piccole. In tutta Europa si stima la presenza di soltanto circa 1200 coppie nidificanti. L'aquila di Bonelli è quindi considerata estremamente rara a livello europeo ed è in generale declino.
Per questo motivo, dal 2011 organizziamo un campo di protezione delle aquile e dei falchi, insieme ai nostri colleghi tedeschi e a degli ornitologi siciliani, con l'obiettivo di stabilizzare a lungo termine le popolazioni di aquile di Bonelli, falchi pellegrini e lanari in Sicilia. Oltre all'uso eccessivo di pesticidi, che porta all'avvelenamento, l’agricoltura intensiva e la scomparsa di prede, come conigli selvatici, topi e rettili, questi imponenti uccelli soffrono anche a causa del bracconaggio.
L'aquila di Bonelli è estremamente agile e veloce rispetto ad altre aquile ed è quindi molto popolare tra i falconieri di dubbia fama e in alcuni circoli come «oggetto di prestigio». Sul mercato nero, questi rari rapaci vengono venduti per oltre 10’000 euro. In Sicilia, prima del nostro impegno per la protezione di questa specie, numerosi pulcini – e talvolta anche le uova – venivano rubati dai nidi e venduti illegalmente. Poiché l'aquila di Bonelli costruisce i suoi nidi in nicchie e cenge rocciose non troppo impervi, i nidi sono relativamente facili da raggiungere per degli scalatori allenati.
Abbiamo dunque posizionato numerose fototrappole nelle regioni montane interessate. Questo ci permette di reagire in breve tempo e di intervenire rapidamente sul posto con i carabinieri nel caso in cui un criminale tenti di saccheggiare i nidi. Se un ladro di aquile riesce comunque a fuggire, è molto probabile che il suo veicolo – e quindi la targa –vengano ripresi da una delle nostre telecamere. Queste misure hanno quindi un effetto deterrente molto efficace sui bracconieri in Sicilia. Le attrezzature devono tuttavia essere sostituite ogni tanto a causa dei danni subiti, dovuti alle condizioni metereologiche e, occasionalmente, ad atti di vandalismo. I volontari ricevono inoltre da parte nostra un minimo di rifornimenti durante le loro missioni nelle regioni montane lontane dalla civiltà. Il campo di protezione delle aquile e dei falchi ha luogo ogni anno da gennaio a metà agosto e la regione principale d’azione è Ravanusa. Per finanziare la preparazione e lo svolgimento del campo di protezione delle aquile e dei falchi, abbiamo promesso ai nostri amici in Sicilia un contributo di 3000 euro. Con il vostro aiuto, potremo garantire insieme un buon esito del campo di protezione attualmente in svolgimento: la vostra donazione contribuirà a far sì che il maggior numero possibile di giovani uccelli possa spiccare il volo dai loro nidi e contribuire così alla conservazione di queste specie negli anni successivi.
Risultati del campo di protezione dei rapaci 2025 (primavera-estate), in Sicilia:
Giovane aquila di Bonelli con una preda © S. Cacopardi
Pulcini di aquila di Bonelli nel nido © E. M. Scabionni

Dei volontari scrutano il cielo in cerca di falchi pescatori © Nos Oiseaux / SPA_CH
Domenica mattina, a partire dalle 5.00, diverse squadre di ornitologi e di appassionati del falco pescatore, provenienti da più nazioni, erano pronte con binocoli e telescopi nei luoghi accuratamente selezionati dalla responsabile del progetto, la dott.ssa Wendy Strahm, per raccogliere nuove informazioni sulla reintroduzione del falco pescatore in Svizzera. Purtroppo, in Svizzera questo meraviglioso uccello si è estinto a causa dell'eccessiva caccia e del bracconaggio. La biologa Wendy Strahm vuole rimediare a questo grave danno alla nostra biodiversità, insieme a noi, ad appassionati del falco pescatore e a numerosi volontari e volontarie – con grande competenza, passione e impegno. Dal 2015, Wendy Strahm ha rilasciato in Svizzera un totale di 62 esemplari di questo uccello migratore (per lo più migratore a lunga distanza).
Già alle 5.09 del mattino, una squadra di osservazione è stata in grado di riconoscere il primo falco pescatore dal suo richiamo inconfondibile e di confermare l'avvistamento alle 6.58 a Hagneck, sul delta dell'Aare. Si trattava del già noto falco pescatore Arthur (F12, ♂︎). Alle 5.24, nella zona di Fanel, a nord-est del lago di Neuchâtel, è stato avvistato un altro falco pescatore con un pesce e alle 7.25 se n’è aggiunto un altro, mentre il falco Arthur si trovava ancora nella zona di Hagneck – la presenza di almeno tre falchi pescatori era quindi già confermata. Ma di quali falchi pescatori si trattava? Altri maschi del programma di reintroduzione o magari di femmine, che finalmente mostrano interesse per i «nostri» maschi?
I falchi pescatori maschi di solito tornano nella zona in cui hanno spiccato il volo per la prima volta, mentre le femmine scelgono nuove regioni. Quindi alcune femmine del programma di reintroduzione si sono accoppiate e riprodotte con successo in Francia e Germania. A differenza della Svizzera, all’epoca in Germania e Francia non si era riusciti a far estinguere completamente i falchi pescatori, fortunatamente. In passato, i rapaci erano considerati dannosi e venivano assiduamente perseguitati. Oggi, grazie ad una miglior informazione e istruzione, questa superstizione è superata.
Alle 9.17 c'è stata un'altra bella sorpresa: il team di Hagneck ha potuto osservare due falchi pescatori che volavano in cielo contemporaneamente. Dopo poco tempo è stato possibile identificare chiaramente anche il secondo uccello. Si trattava di Racine ♂︎, con l’anello identificativo numero F29.
Gli eventi si sono poi accavallati e un'altra squadra nella Grande Cariçaie ha visto il falco pescatore Olympe (F28, ♂︎) insieme a una femmina non inanellata. Olympe ha portato un pesce nel proprio nido per mostrare alla femmina che è in grado di fornire tutto ciò che una femmina di falco desidera: cibo idoneo e un nido accogliente.
Già durante la prima mattinata di osservazione, il 15 giugno, un falco pescatore non inanellato (♀︎) era stato avvistato sul lago di Morat. Dopo aver analizzato tutti gli avvistamenti della seconda mattinata di osservazione e gli orari esatti forniti dai 41 ornitologi, il sospetto che un'altra femmina stia trascorrendo l'estate in Svizzera è stato confermato.
Grazie a questi risultati, possiamo sperare di vedere presto il ritorno di questa specie come uccello che si riproduce in Svizzera.
I falchi pescatori non sono in alcun modo una minaccia per l'uomo e non rappresentano un concorrenza nella pesca. Questi uccelli catturano circa 500-1000 grammi di pesce al giorno. Non vivono in grandi colonie e, come detto, la specie è attualmente considerata estinta (0 coppie nidificanti) in Svizzera.
Per contro, in Svizzera vivono quasi 9 milioni di persone e la questione su chi potrebbe competere con chi per l’alimentazione è abbastanza palese.
Inoltre, il falco pescatore, che necessita di un habitat indisturbato, in prossimità di specchi d'acqua ospitanti popolazioni sane di pesci, rive naturali e alberi ad alto fusto dove costruire il nido, è considerato un indicatore di un ambiente naturale intatto e può sensibilizzare noi umani a prenderci più cura dei nostri habitat acquatici.
Ulteriori informazioni sul progetto:
Due falchi pescatori sopra al lago di Bienne © Nos Oiseaux / SPA_CH_NF
Falco pescatore appollaiato presso Hagneck © Nos Oiseaux / SPA_CH_NF

La nuova torre di protezione delle specie a Liesberg (BL) © SPA_CH_NF
Il 27 giugno, con temperature estive e in un clima festoso, abbiamo inaugurato la nostra settima torre di protezione delle specie a Liesberg (BL), per le specie animali selvatiche che vivono negli edifici.
I lavori di trasformazione e risanamento ecologico della torre sono cominciati già a inizio anno. Il nostro obiettivo era che la torre fosse pronta per essere utilizzata nella sua nuova funzione di edificio per la conservazione delle specie in tempo per la stagione riproduttiva. Ispirati dai balestrucci, che a Liesberg in alcuni casi si riproducono ancora nei loro tradizionali nidi naturali, abbiamo installato diversi nidi artificiali sulla torre per favorire specificamente questa specie. Nel territorio fortemente cementificato, i balestrucci spesso faticano a trovare il materiale argilloso per costruire i loro nidi in modo naturale e, allo stesso tempo, non trovano abbastanza insetti di cui nutrirsi. Nel comune di Liesberg, ai margini del villaggio, c'è ancora una relativa abbondanza di zone verdi ricche di strutture, dove, oltre alla passera europea, si può trovare anche la passera mattugia. Entrambe le specie nidificano nelle cavità e sono state tenute in considerazione nella progettazione nella facciata della torre.
Nella prima metà di aprile sono stati completati gli ultimi importanti lavori di ristrutturazione, le impalcature sono state smontate e i primi uccelli «ospiti» - passere europee e cinciallegre - si sono trasferiti immediatamente nella torre! A partire da aprile, abbiamo utilizzato uno speciale richiamo per uccelli per aiutare gli uccelli migratori, come i balestrucci - e non ci è voluto molto perché scoprissero i nuovi «alloggi». È stata una bella sorpresa vedere che le prime coppie di balestrucci hanno avuto il loro piccoli nei nidi sulla torre giusto in tempo per l'inaugurazione!
L'area che circonda la torre di protezione delle specie di Liesberg si presenta ancora quasi allo stato naturale, con molti cespugli autoctoni e praticelli di fiori selvatici. È quindi facile reperire cibo adatto per rafforzare e far crescere i giovani uccelli, nei dintorni dell’edificio.
All'inaugurazione, assieme a donatori, vicini e sostenitori del progetto presso il comune, abbiamo dunque potuto dare il benvenuto ai primi abitanti animali dell'edificio. Oltre ai già citati balestrucci, sulla facciata vivono già anche passere europee e cinciallegre – e pure i rondoni comuni volano sospettosamente vicino alla torre.
Quattro cassette-nido in legno per rondoni sono state installate nel sottotetto e otto nidi cavi per balestrucci sono stati fissati sotto la tettoia. Sette cassette-nido a nicchia offrono le migliori condizioni per la nidificazione del codirosso spazzacamino e della ballerina bianca, tre cassette-nido dovrebbero favorire la riproduzione degli storni e cinque cassette cilindriche universali offrono un’opportunità di nidificazione protetta per passeri e cince. Un'ulteriore cassetta-nido è adatta ai gheppi. Poiché i primi uccelli hanno già nidificato nella torre, siamo fiduciosi di poter contare su molte altre covate, soprattutto di balestrucci e rondoni!
Le 28 cassette-nido, adatte a diversi uccelli che nidificano negli edifici, e i due rifugi/punti di ingresso per pipistrell, forniscono riparo e luoghi di riposo per le specie selvatiche nelle aree abitate. Purtroppo, nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni, queste strutture vitali sono troppo spesso dimenticate, con conseguenze fatali sulla biodiversità nei nostri villaggi e città. Con i nostri edifici per la protezione delle specie, vogliamo mostrare, con l’esempio, come far fronte a questa «dimenticanza».
Un grande ringraziamento va a tutte le sostenitrici e a tutti i donatori che hanno reso possibile la realizzazione di questo nuovo edificio di protezione delle specie a Liesberg, che contribuisce a sensibilizzare la popolazione sulle possibili misure per salvaguardare la biodiversità nelle aree abitate. Desideriamo inoltre ringraziare le ditte Heinz Mildner AG, Felix Häring GmbH, Pecht Maler e tutti gli artigiani coinvolti, per il loro lavoro ecologico e professionale, nonché il generoso Comune di Liesberg.
Insieme diamo un contributo importante alla biodiversità locale.
Visita guidata della torre di protezione delle specie a Liesberg © SPA_CH_AB
Un balestruccio nutre i propri i piccoli sulla nuova torre a Liesberg © SPA_CH_NF

Colonia riproduttiva di fenicotteri rosa nella nostra laguna Pantano Longarini © SPA_IT
A differenza di questa primavera, l'anno 2024 è stato estremamente secco in Sicilia e non ha dato agli uccelli nidificanti delle zone umide e delle lagune quasi nessuna possibilità di riprodursi e di crescere i propri piccoli.
Nel caldo soffocante dell'estate 2024, con temperature fino a +45°C, circa 50 scolari hanno colto l'occasione per ripulire dalla vegetazione gli isolotti per la riproduzione degli uccelli, che abbiamo creato nella laguna di Pantano Longarini, prendendo parte a diverse azioni di volontariato per la manutezione del biotopo. Hanno così creato un habitat perfetto per la riproduzione delle specie di uccelli nidificanti al suolo, come il fenicottero rosa, l’occhione, il cavaliere d'Italia, il fraticello e la pernice di mare – che quest'anno si sta riproducendo per la prima volta nella laguna.
Con nostra grande gioia, questa primavera gli isolotti sono stati utilizzati da sette specie di uccelli – alcune delle quali ormai rare – incluse alcune specie che si riproducono solo in colonie, come i fenicotteri rosa e i fraticelli!
Nel corso delle prossime settimane, gli operosi scolari potranno felicitarsi per le covate andate a buon fine, come risultato del loro duro lavoro: un habitat ideale per le specie di uccelli che nidificano al suolo, creato grazie al loro impegno della scorsa estate. Una fantastica esperienza naturalistica di successo, alla quale hanno partecipato i ragazzi stessi.
Agosto 2024 – Gli scolari ripuliscono gli isolotti dalla vegetazione © SPA_IT
Maggio 2025 – Coppie di uccelli che nidificano sugli isolotti nella laguna Pantano Longarini © SPA_IT

Appostamento per la caccia agli uccelli sull’isola di Zante © Committee Against Bird Slaughter
Rapporto dal campo primaverile di protezione degli uccelli a Zante (Isole Ioniche, Grecia)
Il terzo anno del nostro campo primaverile per la protezione degli uccelli sull'isola di Zante (Grecia), organizzato insieme all’organizzazione «Committee Against Bird Slaughter», sarà purtroppo ricordato anche come il più doloroso per i volontari e collaboratori presenti.
Come nei due anni precedenti, i partecipanti erano ben preparati, grazie alla loro esperienza, ad affrontare gli insulti e l'ostilità aggressiva dei cacciatori arrabbiati, ma un agressione fisica da parte di 15 cacciatori parzialmente mascherati è stata un'esperienza nuova e non proprio desiderata. Tre dei nostri protettori di uccelli hanno dovuto recarsi all'ospedale di Zante e sottoporsi a cure mediche per le ferite riportate, ma fortunatamente sono stati dimessi già la sera stessa.
Durante l'aggressione da parte dei cacciatori, i nostri protettori degli uccelli sono stati in grado di raccogliere prove video con le loro bodycam, che hanno portato all'arresto e ad una detenzione temporanea della durata di tre giorni di quattro cacciatori, per aggressione e distruzione e furto di attrezzature – nonostante i cacciatori siano fuggiti dalla scena dell'attacco. Dopo la prima udienza in tribunale, ciascuno dei quattro cacciatori ha dovuto pagare una cauzione di 3’000 euro e non potrà lasciare l'isola fino alla seconda udienza, che si terrà tra circa sei mesi!
Nonostante lo spiacevole episodio, c’è un risvolto positivo: la notizia di questo fatto e delle conseguenze per i cacciatori coinvolti si è diffusa a macchia d'olio in tutta l'isola, facendo così perdere a molti cacciatori la voglia di cacciare illegalmente, almeno per questa primavera.
Risultati del campo primaverile di protezione degli uccelli a Zante (12.04. – 02.05.2025):
Un gruccione, strettamente protetto, abattuto illegalmente © Committee Against Bird Slaughter
Isola di Zante – Uno sguardo sul Mar Ionio © Committee Against Bird Slaughter

Femmina di capinera catturata con un bastoncino di colla su un gelso © Committee Against Bird Slaughter
1° rapporto dal campo primaverile di protezione degli uccelli a Cipro
Diversamente da quanto successo negli ultimi due anni, nella primavera del 2025, le nostre speranze di assistere ad un basso livello di attività illegali legate alla cattura degli uccelli migratori a Cipro, non si sono purtroppo realizzate. In diversi siti di cattura di uccelli migratori abbiamo dovuto constatare un’intensa attività illegale. Per la prima volta dopo diverse primavere, sono state installate nuovamente reti illegali di cattura e, per massimizzare il numeri di uccelli catturati, sono stati utilizzati richiami elettronici. E questo non solo durante il giorno, ma anche nelle prime ore del mattino, prima dell'alba!
Purtroppo, nemmeno i «piccoli» bracconieri sono rimasti del tutto inattivi, per cui le nostre protettrici e i nostri protettori degli uccelli hanno dovuto smontare trappole di colla di vischio proibite da alberi e cespugli ricchi di bacche in diversi siti di cattura o richiedere l’intervento dei guardiacaccia.
Per fortuna, i bracconieri di uccelli attivi nei tre maggiori siti di cattura sono stati colti in flagrante e denunciati.
Risultati del campo primaverile di protezione degli uccelli a Cipro (18.03. – 11.04.2025):
Cattura illegale di uccelli
Una capinera femmina viene liberata da un bastoncino di colla di vischio © Committee Against Bird Slaughter
Una bigiarella catturata con un bastoncino di colla di vischio © Committee Against Bird Slaughter
Le specie che vivono negli edifici soffrono sempre di più per la mancanza di siti di nidificazione e nascondigli idonei. I nostri edifici di protezione delle specie assumono quindi ancora più importanza... Al progetto
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